In 15 giorni si ristruttura un bagno.
In 15 giorni incuba la varicella.
In 15 giorni ricrescono i peli dopo l’epilazione con apparecchi elettrici.
In 15 giorni si macerano erbe aromatiche per liquori abbastanza alcolici.
In 15 giorni si può fare un’opera da inviare
al concorso La casa che abito.
Ah, ovviamente in 15 giorni si può fare anche un bel viaggio/una bella vacanza.
Meglio però se la pausarelax ve la prendete dopo sabato 8 giugno 2013, così una volta consegnato tutto, ve la godrete di più. Magari al vostro ritorno scoprite pure di aver vinto.
Avete visto che i moduli [da compilare e firmare] A, B, C da qualche giorno sono corretti?
– 30 gg
Non siamo particolarmente curiosi di sapere cosa avete fatto fino ad oggi. Però ci sentiamo (quasi) in dovere di consigliarvi un modo rapido (dipende da voi) e indolore (v. sopra) per migliorare il vostro futuro.
Avete giusto 30 giorni o 1 mese, scegliete pure l’opzione più gradita, per inviare entro sabato 8 giugno 2013 o, se volete, sabato 8/06 le vostre belle tavole dal sapor di CASA.
Vi chiediamo solo una cortesia: LEGGETE* il bando, focalizzatevi sulla vostra idea e materializzate il tutto in un’opera. O, se vi va, anche due. E l’ A,B,C della modulistica deve essere compilata&firmata, altrimenti avrete lavorato per la Gloria e non per la MOSTRA e per i PREMI.
* non abbiamo scritto “leggete” ma “LEGGETE”, un motivo ci sarà.
La casa che abito
Dite pure che non siamo di parola, ma il concorso La casa che abito è on line.
Visto che questo tempo invernalmente primaverile vi impigrisce,
se cliccate qui si apre il bando
in tutto il suo splendore,
se cliccate qui di apre la pagina
dedicata ai premi in tutto il suo splendore.
Rimaniamo in attesa di ricevere vostre.
Questione di ore
Forse anche meno di 24.
L’occhio più attento ha già percepito un colore più caldo. Anche un testo diverso, ma non uguale.
Il nuovo bando di concorso è lì che vuole essere pubblicato e diffuso.
Del resto è un esisbizionista di natura.
Aspettiamo solo l’ok dei nostri partner, poi lo accontenteremo.Manca veramente poco.
Intanto concentratevi sull’orologio che ci ha regalato nostra zia: il movimento del collo della gallina ci ha ipnotizzato.
Del rifarsi gli occhi
C’eravamo anche noi e grazie alla neve è stato bello. Anzi più bello.
Sì perché non c’erano altre distrazioni, se non il freddo e i piedi inzuppati nel ciafciaf.
E quindi ce lo siamo goduto BilBOlbul, grazie anche al paesaggio siberiano che Bologna ha ostentato per 3/4 di festival. E’ stato un piacere vero rifugiarsi in qualche libreria e in qualche spazio espositivo, reale o riadattato con cura e perizia, e riscaldarci alla visione di opere diversissime tra loro, approfittando, del freddo, per stare più tempo possibile ad ascoltare chi, quelle opere le ha disegnate. E allestite, performate, ad hoc. L’impressione è che questa neve abbia avvicinato fatti e persone: le esposizioni più vicine le une alle altre – in termini di distanza, gli autori più vicini ai propri follower, in termini di vicinanza. Capire lo studio di personaggi e storie, l’uso dei colori e dei tratti, la forma.
Il bianco di questa neve benedetta ha avuto anche il merito di mettere in risalto la pluralità di colori, propri delle mostre. Facendoci meglio entrare nel mondo di chi è una certezza con nome stampato a caratteri cubitali, che ti calamita dentro le sue opere tanto da non riuscire a staccartene. Di chi è uno sconosciuto con nome scritto a matita, ma da una punta affilatissima che graffia il foglio e la tela lasciando il segno ai posteri. Di chi trova sempre più spazio negli scaffali delle librerie (e non solo quelle specializzate) e ha un nome colorato con photoshop, a volte mantenendo solo una bicromia per meglio evidenziare contrasti. Testuali e non.
2000 & Credici
Suona un po’ come una dichiarazione di intenti.
[E forse lo è.] Il Credici è iniziato da una settimana e noi ci crediamo. In realtà è da un anno che ci crediamo e, unendo i puntini, continueremo a crederci per un altro anno. E poi per altri ancora se qualcuno continuerà a crederci con noi. Ripartiamo con questo nuovo Credici e un carico di energia che in parte sarà sicuramente a perdere, ma forse anche no, visto che, come dice la chimica moderna, nulla si crea e nulla distrugge, tutto si trasforma. E noi crediamo nella forma mutevole, soprattutto del tratto [grafico]. Il Credici inizia con il nuovo progetto di Disegni Diversi vol.2.
Brains & tavolette grafiche @work.
Tredici.

