Come non ci fosse un domani

disegni diversi la casa che abitoInfatti un domani non ci sarà. Il nostro indirizzo di posta elettronica sta esplodendo. Il nostro hard disk esterno si sta riempiendo di dpi oltremisura. Le cartelle con i nomi dei partecipanti si moltiplicano secondo dopo secondo.  Il concorso La casa che abito termina alle 23.59 di questa sera, sabato 8 giugno 2013. Per simpatizzanti cool anglofoni la deadline è tonite, 11.59 p.m.
Certo, se aveste allegato e inviato tavole + moduli A, B, C [compilati e firmati*] qualche giorno fa, magari oggi avremmo preso il sole al mare e non le radiazioni u.v.a./b. da schermo apple. 
Any way, buongiorno/buonafortuna.

*se mancano niente premi per voi. SAPEVATELO!

7naniCapitali

- 7 gg concorso La Casa che AbitoQuando il tempo è brutto, noi spesso facciamo un giochetto. Elenchiamo nome per nome tutti i 7 nani. E tutte le volte, inevitabilmente, le dita delle nostre manine rivelano una sbalorditiva verità. Ce ne manca sempre uno o quando siamo particolarmente infreddoliti, se ne aggiunge sempre uno. Quindi per ovviare questo problema di nomenclatura ordinata a temperature siderali, ci siamo inventati uno stratagemma. Componiamo astutamente una crasi con il nome di battesimo di ciascuno dei 7 nani e quello dei 7 vizi capitali, che ogniqualvolta ci adoperiamo a enumerare, risultano sempre 6 o 8. Alla conta finale,
i risultati sono ancor più sbalorditivi. I nomi di nuova generazione sono 7. I nani sono ancora 6 o 8. I vizi pure. ll meteo dice che le temperature torneranno ad alzarsi da metà mese. Nel frattempo avete 7 giorni per cimentarvi con il gioco da noi sopra spiegato.
Non sottovalutatelo. Vi aiuterà a trovare idee originali sulla casa che, se sarete svegli, potete trasformare in una/due opere per il concorso che scade sabato 8 giugno.
Per vincere, i moduli A, B, C devono essere compilati con dati reali e firmati. 

15 giorni per operare

-15 disegni diversiIn 15 giorni si ristruttura un bagno.
In 15 giorni incuba la varicella.
In 15 giorni ricrescono i peli dopo l’epilazione con apparecchi elettrici.
In 15 giorni si macerano erbe aromatiche per liquori abbastanza alcolici.
In 15 giorni si può fare un’opera da inviare
al concorso La casa che abito.
Ah, ovviamente in 15 giorni si può fare anche un bel viaggio/una bella vacanza.
Meglio però se la pausarelax ve la prendete dopo sabato 8 giugno 2013, così una volta consegnato tutto, ve la godrete di più. Magari al vostro ritorno scoprite pure di aver vinto.
Avete visto che i moduli [da compilare e firmare] A, B, C da qualche giorno sono corretti?

La casa che abito

disegni diversi_LacasacheabitoDite pure che non siamo di parola, ma il concorso La casa che abito è on line.

Visto che questo tempo invernalmente primaverile vi impigrisce,
se cliccate qui si apre il bando
in tutto il suo splendore,
se cliccate qui di apre la pagina
dedicata ai premi in tutto il suo splendore.

Rimaniamo in attesa di ricevere vostre.

Unicità natalizie

unicità natalizieSiamo nostalgici. Il periodo dell’anno lo permette. Neve. Luci. Mercatini. Così, per sedare un po’ di saudade, abbiamo tirato fuori, stirato, fotografato e radunato tutto in un’unica lunghissima pagina.  Abbiamo pensato che questi pezzi unici potessero essere un regalo e/o un packaging in linea con i gusti di chi ci segue e ci apprezza.
Siamo nostalgici. Il periodo dell’anno lo permette. E queste shopper d’autore che  Caterina Giuliani, Celeste Autoproduzioni, Hicaro, Ilaria Trionfetti, Laura Nomisake, Luca Caimmi, Marino Neri, MP5, Neuro Zoo, Nigraz, Pierz e Virginia Mori hanno disegnato come live painting durante la prima edizione di Disegni Diversi non vi faranno mai sfigurare. Mai. Neanche al più esclusivo TheEndOfTheWordPARTY il 21 dicembre 2012.

Se siete hipster, cool, alternativi, artistici, chic, kitsch, nerd, creativi, troppo buoni* o boh, associatevi. Se non lo siete, diventatelo. E sostenete Disegni Diversi. In secula seculorum.
Anche se finisce, il mondo avrà sempre bisogno di Disegni. Soprattutto Diversi.

*…proprio perchè siamo nostalgici

#LaMiaLucca citando Tito Faraci

PREFAZIONE Non ci facciamo intimorire dall’orda di cosplayer mattinieri che si sono fiondati in stazione all’alba e li lasciamo accaparrarsi l’intero treno. Noi prendiamo il successivo: vuoto. Sonnecchiamo e arriviamo alla seconda stazione per una colazione dei campioni a modino. Aspettiamo, cambiamo treno, ne prendiamo un altro, scendiamo, ne riprendiamo un altro. Nonostante gli spostamenti siamo sempre ed inesorabilmente ancora a Prato. Dopo scene impagabili [una cosplayer si era portata dietro la personal hairdresser per tagliare sul posto la parrucca bionda per un effetto appena tagliato, aggiudicandosi la nomination a best cosplayer evah], saliamo in treno e ci sorbiamo la bambina intransigente con coniglietto di peluche al seguito che, come se stesse giocando a uno di quei quiz con/di Mike Bongiorno, declina magistralmente tutti i tempi ed i modi verbali che il babboscrittore tira fuori dal sussidiario e dal Kindle.
POSTFAZIONE Scopriremo poi che:
• tutti [TUTTI] i libri da noi richiesti saranno sold out [Chi dice che il fumetto non vende, non sa quello che dice. Forse. O non è mai andato a una fiera di fumetti];
• non ci verrà consegnato nessun premio, nemmeno alla prossima edizione [ARG];
• siamo talmente positivi che abbiamo letteralmente portato il sole a Lucca: il giorno della nostra permanenza al comics è stato il più bello [Meteorologicamente parlando. E non solo.];
• sarà impossibile seguire incontri/presentazioni/dibattiti se vuoi cercare di salutare, anche solo velocemente, tutte le persone che conosci e che presidiano, più o meno assiduamente, gli stand;
• sarà impossibile mettersi in contatto con qualcuno poichè i vari cosplayer di Naruto intasano la rete postando foto su foto di se stessi su qualsiasi socialnetwork [cit.];
• dovremmo conoscere ancora il gemello e poi i genitori prima di fare un brindisi e chiacchierare con un fumettista [chi ha orecchie per intendere, sa].
ORE13.30: ARRIVO A LUCCA [Orario percepito 17.30]. Un colpo d’occhio e subito vediamo Christian che ci augura buona fortuna per la nostra ricerca di un bar e un bankomat poco affollato (“A Lucca!? Durante il Comics??). L’augurio porta buoni frutti e noi, ci si rifocilla benbenino con pizzetta e birretta e via a infilarci negli stand previa esibizione del bigliettobraccialettomagggico. La prima persona che incontriamo è Tuono, indaffaratissimo a fare disegnetti, come pure Alberto che si concentra dietro i suoi occhialetti tondi e scuri. Continuiamo il tour e arriviamo da un nostro conterraneo con le orecchie di peluche rosa e il campanellino di Bianca, e vicino a lui un tizio che stavamo per conoscere quest’estate, anch’egli intento a fare fumetti [ovviamente disegnati male]. Ci spostiamo un po’ e offriamo la nostra birra all’editore che ci riconosce e ci mostra le bottiglie di vino nascoste sotto il tavolo espositivo [un veneto senza vino che veneto sarebbe]. Conversiamo un po’ chiedendo di Paolo e di come siamo diventati, a sua e nostra insaputa, amici di famiglia in quel di Milano. Continuiamo il giro, e mentre il cavaliere riporta il nome che non corrisponde al disegnatore, un altro cavaliere indica Davide che si ricorda del festival a Fano ma causa infante non è riuscito a partecipare. [Per la seconda edizione farà il possibile]. Nello stesso stand intravediamo ciuffi di capelli rossi che sbucano da una coppola e ci riconoscono e ci chiedono com’è andata e si prenotano per un week end al mare. Verso l’uscita Salvatore ci avverte che il nostro concittadino si è allontanato dalla postazione, uno sguardo incantato alla dedica nascente di Paolo e i complimenti a Flavio per la cassetta di Pulp Fiction usata come astuccio, e andiamo a recuperare Palindromi lasciati da Silvana per noi. Lì incontriamo casualmente Michele, un po’ raffreddato che si informa sullo stato dell’arte delle nostre novità [un calderone informe, con una quantità enorme di colori, sfumature e lettere. Per ora.]. Intanto la nostra birretta è finita e i nostri cervelli richiedono assolutamente un po’ di ossigeno. Usciamo e imbocchiamo la via indicata dalle frecce. L’Area Self ci accoglie subito con una tovaglia a quadretti bianchi e rossi. Dopo inseguimenti vari e virtuali ci siamo riabbracciati i carissimi katlanghi e dopo due chiacchiere con Giulia che avevamo lasciato in partenza per Lipsia [siamo o no un festival che portafortuna?!], le creativissime proposte di Maurizio, l’incontro con le autoproduzioni di Stefano, arriviamo da Lorenzo e i suoi amici attirati anche loro dalle nostre chiacchiere. Tra i nostri compiti (su commissione): tornare a casa con un bottino di libri a fumetti [o graphicnovel che dir si voglia]/albi/fumetti. Conviti che torneremo trionfanti dalla nostra missione, lungo il percorso incontriamo un pancione in procinto di dar alla luce un futuro erede, ci presentiamo con un “Ciao! Sono io!” e otteniamo come risposta “Ciao! Anch’io sono io!“, interpelliamo l’uomo della strada su nozioni altamente scientifiche e alla fine ci portiamo a casa un manuale per diventare Dio [solo la nostra, però, è la versione Professional].

p.s. Ci siamo allungati un po’. In genere siamo sintetici. Sarà per la prossima volta. Giuringirello.

Caos creativo

Ehilà voi creativi-fumettisti-illustratori-grafici-artisti-etcetc come siete messi?
Avete riunito le idee, impresso tutto su file e forex, compilato la modulistica e inviato il tutto?
Noi qua stiamo aspettando risposte alle millemila domande che abbiamo posto ad altrettante persone. Stiamo incontrando gente e conoscendo realtà interessanti con le quali ci stiamo confrontando su qualche idea bislACCA*. Stiamo scoprendo e visitando luoghi a noi sconosciuti in giro per la città così da fugare ogni dubbio su tecnica e logistica. Stiamo abbozzando schizzi per materiali virtuali, cartacei, promozionali, comunicativi, informativi e stiamo spremendo al massimo i nostri cervelli, in questi giorni al lavoro come non mai. Insomma siamo in pieno delirio creativo. E siamo molto carichi.
Qualcosa di bello sta per accadere e il solo pensiero ci fa stare bene. Nonostante tutto.

* Abbiamo usato questo aggettivo, forse un po’ desueto, per rendere un nostro personalissimo omaggio a Maurizio Ceccato. Durante l’incontro organizzatto da una nostra amica abbiamo guardato, ascoltato, sorriso, annuito e siamo tornati a casa non avendoci capito un’ACCA di tutto quello che è stato detto. Descrivere a parole questo album forse non è cosa da ACCAdemici. Forse perché la protagonista è muta?

Nuovo Fumo in China

Complici una mail arrivata per errore che ci richiedeva un parere su un nome per le iniziative collaterali e un giorno infrasettimanale segnato di rosso, prepariamo un bagaglio veloce, carichiamo la macchina e non ci fermiamo fino a Udine. Il Far East Film Festival ci aspetta. Per chi non lo sapesse questo appuntamento, ormai quattordicenne, trasforma la città friulana in un distaccamento dell’estremo oriente (Far East), dove per un’intera settimana si alternano proiezioni cinematografiche di qualsiasi genere (Film Festival), rigorosamente made in Asia. Oltre a pellicole che ci hanno fatto riflettere, pensare e ridere allo steso tempo, poi ricordare, ripensare e piangere, ma anche ridere e innamorare, la nostra attenzione è stata catalizzata da una mostra. Ovviamente dedicata ai fumetti.
Isole Cinesi racconta con i pochi tratti, con i bianchi e neri e con i colori acidi delle opere di piccole dimensioni intervallate da pannelli-mashup di disegni esposti, gli autori e il fumetto contemporaneo che vive tra la Pechino e Hong Kong. Da vedere se siete in zona. E da riproporre, magari con altri autori, in altri formati.
Ah, dimenticavamo. Un grazie anche a Cristian e a Le Mille e una Notte.