Nuovo Fumo in China

Complici una mail arrivata per errore che ci richiedeva un parere su un nome per le iniziative collaterali e un giorno infrasettimanale segnato di rosso, prepariamo un bagaglio veloce, carichiamo la macchina e non ci fermiamo fino a Udine. Il Far East Film Festival ci aspetta. Per chi non lo sapesse questo appuntamento, ormai quattordicenne, trasforma la città friulana in un distaccamento dell’estremo oriente (Far East), dove per un’intera settimana si alternano proiezioni cinematografiche di qualsiasi genere (Film Festival), rigorosamente made in Asia. Oltre a pellicole che ci hanno fatto riflettere, pensare e ridere allo steso tempo, poi ricordare, ripensare e piangere, ma anche ridere e innamorare, la nostra attenzione è stata catalizzata da una mostra. Ovviamente dedicata ai fumetti.
Isole Cinesi racconta con i pochi tratti, con i bianchi e neri e con i colori acidi delle opere di piccole dimensioni intervallate da pannelli-mashup di disegni esposti, gli autori e il fumetto contemporaneo che vive tra la Pechino e Hong Kong. Da vedere se siete in zona. E da riproporre, magari con altri autori, in altri formati.
Ah, dimenticavamo. Un grazie anche a Cristian e a Le Mille e una Notte.

Idee – APiTO

Una possibilie storia potrebbe raccontare dei bambini in Brasile…

L’Associazione Don Paolo Tonucci – APiTO fondata nel 1996  sostiene l’omonima Associaçao Paulo Tonucci costituita nel 1998 a Camaçari in Bahia, Brasile. Per 30 anni missionario fidei donum in Bahia, Don Paolo Tonucci si è dedicato, oltre che all’impegno pastorale, all’alfabetizzazione ed educazione della popolazione più povera, in particolare dei bambini, utilizzando nelle sue riunioni di comunità fumetti da lui stesso disegnati come strumento educativo. L’APiTO, che in brasiliano significa “fischietto”, vuole continuare l’opera di Don Paolo verso le persone più disagiate della città di Camaçari e trasmettere in Italia il messaggio del missionario attraverso la promazione di programmi educativi per bambini e ragazzi, programmi di sviluppo e formazione per adulti,  insieme a scambi culturali progettuali e di educatori, tra scuole brasiliane e italiane. L’APiTO, che è presente in diverse città italiane, ha sede in Fano (PU) e, come Comitato APiTO Marche, promuove sul territorio progetti a carattere interculturale per favorire il dialogo e l’integrazione  tra i popoli, proponendo anche iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle tematiche dell’infanzia e dell’adolescenza.

Se volete scoprire le vite delle persone che hanno fatto risuonare questo fischietto tra il Brasile e l’Italia scrivete a  apito.marche [at] gmail.com

+ di 2500

ImageSe prendiamo in considerazione le statistiche di wordpress, dalla pubblicazione del bando “Diversi e Uguali”, il 20 marzo a oggi 20 aprile, questo blog ha ricevuto più di 2500 visite, e’ stato cioè visto circa 80 volte al giorno. A conti fatti, ci sembra una bella cifra. Per festeggiare questo primo mesiversario, abbiamo pensato di offrire virtualmente a tutti coloro che sono passati e hanno letto notizie, concorso, idee, che hanno commentato e scritto mail ai nostri contatti, una fetta di pane & nutella (che proprio oggi compie 48 anni). Grazie e ricordatevi che potete inviare i vostri lavori entro il 1 giugno 2012.

Idee – Millevoci

Avete in mano foglio e pennarelli ma l’ispirazione oggi non vi assiste? Vi suggeriamo di leggere qui sotto per avere qualche spunto in più e cominciare ad abbozzare una storia.

Millevoci è un’associazione di volontariato e solidarietà sociale fondata a Fano (PU) il 10/03/01 formata da italiani e migranti che opera per una migliore accoglienza e integrazione di persone provenienti dall’U.E. ed Extra U.E.
In convenzione con gli assessorati alle Politiche Sociali e ai Servizi Educativi del Comune di Fano, l’associazione propone corsi di lingua italiana per adulti stranieri, differenziati secondo il grado di conoscenza linguistica (analfabeta, principiante, avanzato), che si svolgono da ottobre a giugno in orario antimeridiano e pomeridiano. Millevoci gestisce anche una biblioteca multimediale con prestito di libri, DVD, VHS e CD nelle lingue delle etnie presenti sul territorio e coordina uno spazio in una radio locale riservato ai migranti arabi, albanesi e senegalesi, sia in queste tre lingue sia in italiano. Tra le varie attività portate avanti non mancano corsi di formazione per migranti e momenti di informazione e di orientamento, soprattutto per le donne, dedicati ai servizi cittadini e alle problematiche sanitarie e lavorative, realizzati in collaborazione con sindacati e ASUR.
Oltre ad organizzare incontri multietnici letterari, gastronomici e musicali l’associazione promuove convegni, conferenze e dibattiti per dar voce alle diverse culture e per cercare di sviluppare una coscienza interculturale. Millevoci è presente nei comitati cittadini su iniziative di informazione e raccolta fondi a favore di popolazioni in difficoltà e propone nelle scuole locali progetti per il sostegno scolastico e psicologico agli alunni stranieri, ma anche progetti per la diffusione del volontariato.

Per conoscere meglio la storia delle persone che i volontari hanno incontrato in questi 11 anni di attività contattate Millevoci a questo indirizzo: millevoci [at] virgilio.it

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Di ritorno dal Futuro

Con il sopraggiungere delle temperature primaverili (quasi similestive) abbiamo saggiamente pensato di vestirci a strati e, onde evitare catastrofi climatiche [perchè se marzo è pazzerello di suo, non volevamo rischiare un acquazzone come scherzo del primo di aprile, che l’acqua con il pesce ha una qualche attinenza] abbiamo compresso la nostra bella giacchetta un po’ più pesante nello zainetto e, visto che di spazio ce n’era, ci siamo portati dietro anche un ombrello e ci siamo avventurati verso un week end rivolto al Futuro.

Tra première fuori concorso che hanno raccontato come i superpoteri cambiano la vita ad un gruppetto di adolescenti, una creatura magica, ma scorbutica in 3D e film in concorso tra cui quello tratto dal fumetto dedicato alla memoria che patologicamente se ne va, siamo letteralmente rimasti a bocca aperta e in adorazione vedendo come Diavù e Alberto Corradi  si dilettavano creativamente a personalizzare riviste di musica e arredi di cartone sparsi per Palazzo Re Enzo, non dimenticandosi di noi.