#LaMiaLucca citando Tito Faraci

PREFAZIONE Non ci facciamo intimorire dall’orda di cosplayer mattinieri che si sono fiondati in stazione all’alba e li lasciamo accaparrarsi l’intero treno. Noi prendiamo il successivo: vuoto. Sonnecchiamo e arriviamo alla seconda stazione per una colazione dei campioni a modino. Aspettiamo, cambiamo treno, ne prendiamo un altro, scendiamo, ne riprendiamo un altro. Nonostante gli spostamenti siamo sempre ed inesorabilmente ancora a Prato. Dopo scene impagabili [una cosplayer si era portata dietro la personal hairdresser per tagliare sul posto la parrucca bionda per un effetto appena tagliato, aggiudicandosi la nomination a best cosplayer evah], saliamo in treno e ci sorbiamo la bambina intransigente con coniglietto di peluche al seguito che, come se stesse giocando a uno di quei quiz con/di Mike Bongiorno, declina magistralmente tutti i tempi ed i modi verbali che il babboscrittore tira fuori dal sussidiario e dal Kindle.
POSTFAZIONE Scopriremo poi che:
• tutti [TUTTI] i libri da noi richiesti saranno sold out [Chi dice che il fumetto non vende, non sa quello che dice. Forse. O non è mai andato a una fiera di fumetti];
• non ci verrà consegnato nessun premio, nemmeno alla prossima edizione [ARG];
• siamo talmente positivi che abbiamo letteralmente portato il sole a Lucca: il giorno della nostra permanenza al comics è stato il più bello [Meteorologicamente parlando. E non solo.];
• sarà impossibile seguire incontri/presentazioni/dibattiti se vuoi cercare di salutare, anche solo velocemente, tutte le persone che conosci e che presidiano, più o meno assiduamente, gli stand;
• sarà impossibile mettersi in contatto con qualcuno poichè i vari cosplayer di Naruto intasano la rete postando foto su foto di se stessi su qualsiasi socialnetwork [cit.];
• dovremmo conoscere ancora il gemello e poi i genitori prima di fare un brindisi e chiacchierare con un fumettista [chi ha orecchie per intendere, sa].
ORE13.30: ARRIVO A LUCCA [Orario percepito 17.30]. Un colpo d’occhio e subito vediamo Christian che ci augura buona fortuna per la nostra ricerca di un bar e un bankomat poco affollato (“A Lucca!? Durante il Comics??). L’augurio porta buoni frutti e noi, ci si rifocilla benbenino con pizzetta e birretta e via a infilarci negli stand previa esibizione del bigliettobraccialettomagggico. La prima persona che incontriamo è Tuono, indaffaratissimo a fare disegnetti, come pure Alberto che si concentra dietro i suoi occhialetti tondi e scuri. Continuiamo il tour e arriviamo da un nostro conterraneo con le orecchie di peluche rosa e il campanellino di Bianca, e vicino a lui un tizio che stavamo per conoscere quest’estate, anch’egli intento a fare fumetti [ovviamente disegnati male]. Ci spostiamo un po’ e offriamo la nostra birra all’editore che ci riconosce e ci mostra le bottiglie di vino nascoste sotto il tavolo espositivo [un veneto senza vino che veneto sarebbe]. Conversiamo un po’ chiedendo di Paolo e di come siamo diventati, a sua e nostra insaputa, amici di famiglia in quel di Milano. Continuiamo il giro, e mentre il cavaliere riporta il nome che non corrisponde al disegnatore, un altro cavaliere indica Davide che si ricorda del festival a Fano ma causa infante non è riuscito a partecipare. [Per la seconda edizione farà il possibile]. Nello stesso stand intravediamo ciuffi di capelli rossi che sbucano da una coppola e ci riconoscono e ci chiedono com’è andata e si prenotano per un week end al mare. Verso l’uscita Salvatore ci avverte che il nostro concittadino si è allontanato dalla postazione, uno sguardo incantato alla dedica nascente di Paolo e i complimenti a Flavio per la cassetta di Pulp Fiction usata come astuccio, e andiamo a recuperare Palindromi lasciati da Silvana per noi. Lì incontriamo casualmente Michele, un po’ raffreddato che si informa sullo stato dell’arte delle nostre novità [un calderone informe, con una quantità enorme di colori, sfumature e lettere. Per ora.]. Intanto la nostra birretta è finita e i nostri cervelli richiedono assolutamente un po’ di ossigeno. Usciamo e imbocchiamo la via indicata dalle frecce. L’Area Self ci accoglie subito con una tovaglia a quadretti bianchi e rossi. Dopo inseguimenti vari e virtuali ci siamo riabbracciati i carissimi katlanghi e dopo due chiacchiere con Giulia che avevamo lasciato in partenza per Lipsia [siamo o no un festival che portafortuna?!], le creativissime proposte di Maurizio, l’incontro con le autoproduzioni di Stefano, arriviamo da Lorenzo e i suoi amici attirati anche loro dalle nostre chiacchiere. Tra i nostri compiti (su commissione): tornare a casa con un bottino di libri a fumetti [o graphicnovel che dir si voglia]/albi/fumetti. Conviti che torneremo trionfanti dalla nostra missione, lungo il percorso incontriamo un pancione in procinto di dar alla luce un futuro erede, ci presentiamo con un “Ciao! Sono io!” e otteniamo come risposta “Ciao! Anch’io sono io!“, interpelliamo l’uomo della strada su nozioni altamente scientifiche e alla fine ci portiamo a casa un manuale per diventare Dio [solo la nostra, però, è la versione Professional].

p.s. Ci siamo allungati un po’. In genere siamo sintetici. Sarà per la prossima volta. Giuringirello.

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