Domenica ci aspetta un’alzataccia

disegni diversi #ispf2013Un bel pomeriggio di qualche settimana fa ci arriva una mail. Abbastanza inaspettata.
Incuriositi e divertiti da questo strano invito alla prima edizione del festival internazionale di editoria autoprodotta [ o self publishing se masticate l’inglese] ci siamo per un po’ guardati negli occhi. Abbiamo risposto in modo appropriato e, come di consueto, ci siamo posti in modo interlocutorio chiedendo un appuntamento telefonico. Dopo un vortice di chiamate perse e ritrovate, abbiamo ascoltato e preso appunti. Da quella telefonata, ci siamo per un po’ guardati negli occhi. Nuovamente. Abbiamo cominciato a fare mente locale e a stilare un elenco. Abbiamo contattato persone fidate per un appoggio fisico&psicomorale. Ora siamo alle prese solo con la ricerca iconografica.
Comunque il solo pensiero che domenica 20 ottobre 2013 saremo su un palco, in seno al Foro Annonario di Senigallia (An), a raccontare perchè Disegni Diversi ama le autoproduzioni di fumetti e non solo, ci fa tremare le gambe. Ma al contempo sorridiamo. Sì, forse qualcuno, sparso per la rete, ci segue e ci vuole bene. Oppure no e le parole disegni diversi sono solamente comparse tra i primi risultati nella ricerca di Google. Chissà. Ad ogni modo, noi dalle 10.30 e per una quarticello, descriveremo senza accademismo nè manie di grandezza, l’operato di alcuni nostri bravi amici.
Lo diciamo subito. Sarà un discorso di parte e tendenzioso, perchè noi, per natura, amiamo parlare di ciò che abbiamo conosciuto personalmente peregrinando per tutta l’Italia. Autoproduzioni di fumetti comprese.

Annunci

A Camilla

Quando il sole è ormai calato e l’aria è mite e invoglia a stare all’aperto a far due chiacchiere andiamo a trovare Camilla. E’ la nostra correttrice di bozze. Ex-post.
A nostra insaputa. Preparandoci il bicchiere per una bionda o una cedrata, infatti, recensisce quanto letto e quando appreso su queste pagine, chiosando ogniqualvolta con
i vostri post del blog sono ermetici anche per me che amo i testi ermetici. Insomma non si capisce niente, parafrasando le sue parole. A noi piace fare due chiacchiere in scioltezza con Camilla. Soprattutto quando spende parole costruttive-decostruttive-ecostrutive per i nostri testi. Appena abbassato lo schermo del mac andremo da lei chiedendole una review del video qui sotto. Le immagini funzionano più delle parole. Almeno delle nostre.
A volte.

#LaMiaLucca citando Tito Faraci

PREFAZIONE Non ci facciamo intimorire dall’orda di cosplayer mattinieri che si sono fiondati in stazione all’alba e li lasciamo accaparrarsi l’intero treno. Noi prendiamo il successivo: vuoto. Sonnecchiamo e arriviamo alla seconda stazione per una colazione dei campioni a modino. Aspettiamo, cambiamo treno, ne prendiamo un altro, scendiamo, ne riprendiamo un altro. Nonostante gli spostamenti siamo sempre ed inesorabilmente ancora a Prato. Dopo scene impagabili [una cosplayer si era portata dietro la personal hairdresser per tagliare sul posto la parrucca bionda per un effetto appena tagliato, aggiudicandosi la nomination a best cosplayer evah], saliamo in treno e ci sorbiamo la bambina intransigente con coniglietto di peluche al seguito che, come se stesse giocando a uno di quei quiz con/di Mike Bongiorno, declina magistralmente tutti i tempi ed i modi verbali che il babboscrittore tira fuori dal sussidiario e dal Kindle.
POSTFAZIONE Scopriremo poi che:
• tutti [TUTTI] i libri da noi richiesti saranno sold out [Chi dice che il fumetto non vende, non sa quello che dice. Forse. O non è mai andato a una fiera di fumetti];
• non ci verrà consegnato nessun premio, nemmeno alla prossima edizione [ARG];
• siamo talmente positivi che abbiamo letteralmente portato il sole a Lucca: il giorno della nostra permanenza al comics è stato il più bello [Meteorologicamente parlando. E non solo.];
• sarà impossibile seguire incontri/presentazioni/dibattiti se vuoi cercare di salutare, anche solo velocemente, tutte le persone che conosci e che presidiano, più o meno assiduamente, gli stand;
• sarà impossibile mettersi in contatto con qualcuno poichè i vari cosplayer di Naruto intasano la rete postando foto su foto di se stessi su qualsiasi socialnetwork [cit.];
• dovremmo conoscere ancora il gemello e poi i genitori prima di fare un brindisi e chiacchierare con un fumettista [chi ha orecchie per intendere, sa].
ORE13.30: ARRIVO A LUCCA [Orario percepito 17.30]. Un colpo d’occhio e subito vediamo Christian che ci augura buona fortuna per la nostra ricerca di un bar e un bankomat poco affollato (“A Lucca!? Durante il Comics??). L’augurio porta buoni frutti e noi, ci si rifocilla benbenino con pizzetta e birretta e via a infilarci negli stand previa esibizione del bigliettobraccialettomagggico. La prima persona che incontriamo è Tuono, indaffaratissimo a fare disegnetti, come pure Alberto che si concentra dietro i suoi occhialetti tondi e scuri. Continuiamo il tour e arriviamo da un nostro conterraneo con le orecchie di peluche rosa e il campanellino di Bianca, e vicino a lui un tizio che stavamo per conoscere quest’estate, anch’egli intento a fare fumetti [ovviamente disegnati male]. Ci spostiamo un po’ e offriamo la nostra birra all’editore che ci riconosce e ci mostra le bottiglie di vino nascoste sotto il tavolo espositivo [un veneto senza vino che veneto sarebbe]. Conversiamo un po’ chiedendo di Paolo e di come siamo diventati, a sua e nostra insaputa, amici di famiglia in quel di Milano. Continuiamo il giro, e mentre il cavaliere riporta il nome che non corrisponde al disegnatore, un altro cavaliere indica Davide che si ricorda del festival a Fano ma causa infante non è riuscito a partecipare. [Per la seconda edizione farà il possibile]. Nello stesso stand intravediamo ciuffi di capelli rossi che sbucano da una coppola e ci riconoscono e ci chiedono com’è andata e si prenotano per un week end al mare. Verso l’uscita Salvatore ci avverte che il nostro concittadino si è allontanato dalla postazione, uno sguardo incantato alla dedica nascente di Paolo e i complimenti a Flavio per la cassetta di Pulp Fiction usata come astuccio, e andiamo a recuperare Palindromi lasciati da Silvana per noi. Lì incontriamo casualmente Michele, un po’ raffreddato che si informa sullo stato dell’arte delle nostre novità [un calderone informe, con una quantità enorme di colori, sfumature e lettere. Per ora.]. Intanto la nostra birretta è finita e i nostri cervelli richiedono assolutamente un po’ di ossigeno. Usciamo e imbocchiamo la via indicata dalle frecce. L’Area Self ci accoglie subito con una tovaglia a quadretti bianchi e rossi. Dopo inseguimenti vari e virtuali ci siamo riabbracciati i carissimi katlanghi e dopo due chiacchiere con Giulia che avevamo lasciato in partenza per Lipsia [siamo o no un festival che portafortuna?!], le creativissime proposte di Maurizio, l’incontro con le autoproduzioni di Stefano, arriviamo da Lorenzo e i suoi amici attirati anche loro dalle nostre chiacchiere. Tra i nostri compiti (su commissione): tornare a casa con un bottino di libri a fumetti [o graphicnovel che dir si voglia]/albi/fumetti. Conviti che torneremo trionfanti dalla nostra missione, lungo il percorso incontriamo un pancione in procinto di dar alla luce un futuro erede, ci presentiamo con un “Ciao! Sono io!” e otteniamo come risposta “Ciao! Anch’io sono io!“, interpelliamo l’uomo della strada su nozioni altamente scientifiche e alla fine ci portiamo a casa un manuale per diventare Dio [solo la nostra, però, è la versione Professional].

p.s. Ci siamo allungati un po’. In genere siamo sintetici. Sarà per la prossima volta. Giuringirello.

Un bradipo indie

Per fortuna che oggi è lunedì. Ci voleva proprio il lunedì oggi. Ne avevamo bisogno per ricominciare la settimana e riprende con mille telefonate da fare e mail da scrivere e persone da incontrare. Ma noi ce la prendiamo comoda. Perchè oggi, e solo oggi, ci è concesso. Oggi è un lunedì non rock, ma lento. Come i nostri riflessi rallentati dall’ora legale che ci ha rubato una preziosa ora di sonno. E lentamente iniziamo la settimana dopo un week end pieno di cose da vedere e da sentire.

Abbiamo infatti girato il quadriportico di vicolo Bolognetti a Bologna e Fruit Exhibition ci ha mostrato tante belle cosine: grafica, fotografia, oggettistica tutto handmade. Un mondo piccolo ma in continua espansione creativa come dimostrano le diverse realtà indi(e)pendenti con-fuse tra micro e autoproduzione editoriale.  Ovviamente, la nostra curiosità non ci ha impedito di visitare tutti gli stand, fare domande semplici e un po’ banali sulle tecniche, i tempi di realizzazione, le difficoltà incontrate durante il percorso e la decisione di riunirsi in collettivi di artisti per unire forze e creatività. Ci è piaciuta.