A Camilla

Quando il sole è ormai calato e l’aria è mite e invoglia a stare all’aperto a far due chiacchiere andiamo a trovare Camilla. E’ la nostra correttrice di bozze. Ex-post.
A nostra insaputa. Preparandoci il bicchiere per una bionda o una cedrata, infatti, recensisce quanto letto e quando appreso su queste pagine, chiosando ogniqualvolta con
i vostri post del blog sono ermetici anche per me che amo i testi ermetici. Insomma non si capisce niente, parafrasando le sue parole. A noi piace fare due chiacchiere in scioltezza con Camilla. Soprattutto quando spende parole costruttive-decostruttive-ecostrutive per i nostri testi. Appena abbassato lo schermo del mac andremo da lei chiedendole una review del video qui sotto. Le immagini funzionano più delle parole. Almeno delle nostre.
A volte.

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La casa che abito

disegni diversi_LacasacheabitoDite pure che non siamo di parola, ma il concorso La casa che abito è on line.

Visto che questo tempo invernalmente primaverile vi impigrisce,
se cliccate qui si apre il bando
in tutto il suo splendore,
se cliccate qui di apre la pagina
dedicata ai premi in tutto il suo splendore.

Rimaniamo in attesa di ricevere vostre.

#LaMiaLucca citando Tito Faraci

PREFAZIONE Non ci facciamo intimorire dall’orda di cosplayer mattinieri che si sono fiondati in stazione all’alba e li lasciamo accaparrarsi l’intero treno. Noi prendiamo il successivo: vuoto. Sonnecchiamo e arriviamo alla seconda stazione per una colazione dei campioni a modino. Aspettiamo, cambiamo treno, ne prendiamo un altro, scendiamo, ne riprendiamo un altro. Nonostante gli spostamenti siamo sempre ed inesorabilmente ancora a Prato. Dopo scene impagabili [una cosplayer si era portata dietro la personal hairdresser per tagliare sul posto la parrucca bionda per un effetto appena tagliato, aggiudicandosi la nomination a best cosplayer evah], saliamo in treno e ci sorbiamo la bambina intransigente con coniglietto di peluche al seguito che, come se stesse giocando a uno di quei quiz con/di Mike Bongiorno, declina magistralmente tutti i tempi ed i modi verbali che il babboscrittore tira fuori dal sussidiario e dal Kindle.
POSTFAZIONE Scopriremo poi che:
• tutti [TUTTI] i libri da noi richiesti saranno sold out [Chi dice che il fumetto non vende, non sa quello che dice. Forse. O non è mai andato a una fiera di fumetti];
• non ci verrà consegnato nessun premio, nemmeno alla prossima edizione [ARG];
• siamo talmente positivi che abbiamo letteralmente portato il sole a Lucca: il giorno della nostra permanenza al comics è stato il più bello [Meteorologicamente parlando. E non solo.];
• sarà impossibile seguire incontri/presentazioni/dibattiti se vuoi cercare di salutare, anche solo velocemente, tutte le persone che conosci e che presidiano, più o meno assiduamente, gli stand;
• sarà impossibile mettersi in contatto con qualcuno poichè i vari cosplayer di Naruto intasano la rete postando foto su foto di se stessi su qualsiasi socialnetwork [cit.];
• dovremmo conoscere ancora il gemello e poi i genitori prima di fare un brindisi e chiacchierare con un fumettista [chi ha orecchie per intendere, sa].
ORE13.30: ARRIVO A LUCCA [Orario percepito 17.30]. Un colpo d’occhio e subito vediamo Christian che ci augura buona fortuna per la nostra ricerca di un bar e un bankomat poco affollato (“A Lucca!? Durante il Comics??). L’augurio porta buoni frutti e noi, ci si rifocilla benbenino con pizzetta e birretta e via a infilarci negli stand previa esibizione del bigliettobraccialettomagggico. La prima persona che incontriamo è Tuono, indaffaratissimo a fare disegnetti, come pure Alberto che si concentra dietro i suoi occhialetti tondi e scuri. Continuiamo il tour e arriviamo da un nostro conterraneo con le orecchie di peluche rosa e il campanellino di Bianca, e vicino a lui un tizio che stavamo per conoscere quest’estate, anch’egli intento a fare fumetti [ovviamente disegnati male]. Ci spostiamo un po’ e offriamo la nostra birra all’editore che ci riconosce e ci mostra le bottiglie di vino nascoste sotto il tavolo espositivo [un veneto senza vino che veneto sarebbe]. Conversiamo un po’ chiedendo di Paolo e di come siamo diventati, a sua e nostra insaputa, amici di famiglia in quel di Milano. Continuiamo il giro, e mentre il cavaliere riporta il nome che non corrisponde al disegnatore, un altro cavaliere indica Davide che si ricorda del festival a Fano ma causa infante non è riuscito a partecipare. [Per la seconda edizione farà il possibile]. Nello stesso stand intravediamo ciuffi di capelli rossi che sbucano da una coppola e ci riconoscono e ci chiedono com’è andata e si prenotano per un week end al mare. Verso l’uscita Salvatore ci avverte che il nostro concittadino si è allontanato dalla postazione, uno sguardo incantato alla dedica nascente di Paolo e i complimenti a Flavio per la cassetta di Pulp Fiction usata come astuccio, e andiamo a recuperare Palindromi lasciati da Silvana per noi. Lì incontriamo casualmente Michele, un po’ raffreddato che si informa sullo stato dell’arte delle nostre novità [un calderone informe, con una quantità enorme di colori, sfumature e lettere. Per ora.]. Intanto la nostra birretta è finita e i nostri cervelli richiedono assolutamente un po’ di ossigeno. Usciamo e imbocchiamo la via indicata dalle frecce. L’Area Self ci accoglie subito con una tovaglia a quadretti bianchi e rossi. Dopo inseguimenti vari e virtuali ci siamo riabbracciati i carissimi katlanghi e dopo due chiacchiere con Giulia che avevamo lasciato in partenza per Lipsia [siamo o no un festival che portafortuna?!], le creativissime proposte di Maurizio, l’incontro con le autoproduzioni di Stefano, arriviamo da Lorenzo e i suoi amici attirati anche loro dalle nostre chiacchiere. Tra i nostri compiti (su commissione): tornare a casa con un bottino di libri a fumetti [o graphicnovel che dir si voglia]/albi/fumetti. Conviti che torneremo trionfanti dalla nostra missione, lungo il percorso incontriamo un pancione in procinto di dar alla luce un futuro erede, ci presentiamo con un “Ciao! Sono io!” e otteniamo come risposta “Ciao! Anch’io sono io!“, interpelliamo l’uomo della strada su nozioni altamente scientifiche e alla fine ci portiamo a casa un manuale per diventare Dio [solo la nostra, però, è la versione Professional].

p.s. Ci siamo allungati un po’. In genere siamo sintetici. Sarà per la prossima volta. Giuringirello.

Idee – Amici del Quilombo

Volete partecipare al concorso ma non riuscite a trovare quel quid che vi soddisfa particolarmente? Magari le righe qui sotto possono esservi d’aiuto.

AMICI DEL QUILOMBO è un’associazione di volontariato ONLUS, nata dalla conoscenza diretta della realtà brasiliana e costituita a Fano (PU) il 31/12/2004. Apartitica, laica e senza fini di lucro, è collegata al “Centro Cultural Quilombo” che gestisce da 11 anni una scuola infantile nella città di Goias, situata in una zona centrale molto arretrata del Brasile. Partendo dal presupposto che l’educazione sia la chiave per migliorare le condizioni di vita delle persone più povere, fornendo loro la possibilità di crescere e di essere indipendenti, l’Associazione promuove la realizzazione di progetti di sviluppo. Tra questi si distinguono programmi riguardanti l’educazione scolastica e la formazione dei bambini e dei ragazzi brasiliani più svantaggiati, quali quelli di strada. Inoltre Amici del Quilombo si occupa di scambi culturali, progettuali e di educatori tra scuole italiane e scuola di Goias, insieme alla diffusione della cultura brasiliana nelle scuole in Italia. L’Associazione mantiene contatti costanti con la scuola “Asas de Liberdade” cui invia – senza intermediari – tutto il ricavato delle donazioni e della raccolta fondi. Amici del Quilombo partecipa anche a iniziative interculturali finalizzate alla conoscenza di altre culture e all’integrazione degli stranieri immigrati nel territorio.

Se volete raccontare la storia di qualche bambino di Goias potete contattare i volontari a questo indirizzo: amicidelquilombo [at] libero.it

Idee – APiTO

Una possibilie storia potrebbe raccontare dei bambini in Brasile…

L’Associazione Don Paolo Tonucci – APiTO fondata nel 1996  sostiene l’omonima Associaçao Paulo Tonucci costituita nel 1998 a Camaçari in Bahia, Brasile. Per 30 anni missionario fidei donum in Bahia, Don Paolo Tonucci si è dedicato, oltre che all’impegno pastorale, all’alfabetizzazione ed educazione della popolazione più povera, in particolare dei bambini, utilizzando nelle sue riunioni di comunità fumetti da lui stesso disegnati come strumento educativo. L’APiTO, che in brasiliano significa “fischietto”, vuole continuare l’opera di Don Paolo verso le persone più disagiate della città di Camaçari e trasmettere in Italia il messaggio del missionario attraverso la promazione di programmi educativi per bambini e ragazzi, programmi di sviluppo e formazione per adulti,  insieme a scambi culturali progettuali e di educatori, tra scuole brasiliane e italiane. L’APiTO, che è presente in diverse città italiane, ha sede in Fano (PU) e, come Comitato APiTO Marche, promuove sul territorio progetti a carattere interculturale per favorire il dialogo e l’integrazione  tra i popoli, proponendo anche iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle tematiche dell’infanzia e dell’adolescenza.

Se volete scoprire le vite delle persone che hanno fatto risuonare questo fischietto tra il Brasile e l’Italia scrivete a  apito.marche [at] gmail.com

Idee – Millevoci

Avete in mano foglio e pennarelli ma l’ispirazione oggi non vi assiste? Vi suggeriamo di leggere qui sotto per avere qualche spunto in più e cominciare ad abbozzare una storia.

Millevoci è un’associazione di volontariato e solidarietà sociale fondata a Fano (PU) il 10/03/01 formata da italiani e migranti che opera per una migliore accoglienza e integrazione di persone provenienti dall’U.E. ed Extra U.E.
In convenzione con gli assessorati alle Politiche Sociali e ai Servizi Educativi del Comune di Fano, l’associazione propone corsi di lingua italiana per adulti stranieri, differenziati secondo il grado di conoscenza linguistica (analfabeta, principiante, avanzato), che si svolgono da ottobre a giugno in orario antimeridiano e pomeridiano. Millevoci gestisce anche una biblioteca multimediale con prestito di libri, DVD, VHS e CD nelle lingue delle etnie presenti sul territorio e coordina uno spazio in una radio locale riservato ai migranti arabi, albanesi e senegalesi, sia in queste tre lingue sia in italiano. Tra le varie attività portate avanti non mancano corsi di formazione per migranti e momenti di informazione e di orientamento, soprattutto per le donne, dedicati ai servizi cittadini e alle problematiche sanitarie e lavorative, realizzati in collaborazione con sindacati e ASUR.
Oltre ad organizzare incontri multietnici letterari, gastronomici e musicali l’associazione promuove convegni, conferenze e dibattiti per dar voce alle diverse culture e per cercare di sviluppare una coscienza interculturale. Millevoci è presente nei comitati cittadini su iniziative di informazione e raccolta fondi a favore di popolazioni in difficoltà e propone nelle scuole locali progetti per il sostegno scolastico e psicologico agli alunni stranieri, ma anche progetti per la diffusione del volontariato.

Per conoscere meglio la storia delle persone che i volontari hanno incontrato in questi 11 anni di attività contattate Millevoci a questo indirizzo: millevoci [at] virgilio.it

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