La casa che abito

disegni diversi_LacasacheabitoDite pure che non siamo di parola, ma il concorso La casa che abito è on line.

Visto che questo tempo invernalmente primaverile vi impigrisce,
se cliccate qui si apre il bando
in tutto il suo splendore,
se cliccate qui di apre la pagina
dedicata ai premi in tutto il suo splendore.

Rimaniamo in attesa di ricevere vostre.

Di ritorno dal Futuro

Con il sopraggiungere delle temperature primaverili (quasi similestive) abbiamo saggiamente pensato di vestirci a strati e, onde evitare catastrofi climatiche [perchè se marzo è pazzerello di suo, non volevamo rischiare un acquazzone come scherzo del primo di aprile, che l’acqua con il pesce ha una qualche attinenza] abbiamo compresso la nostra bella giacchetta un po’ più pesante nello zainetto e, visto che di spazio ce n’era, ci siamo portati dietro anche un ombrello e ci siamo avventurati verso un week end rivolto al Futuro.

Tra première fuori concorso che hanno raccontato come i superpoteri cambiano la vita ad un gruppetto di adolescenti, una creatura magica, ma scorbutica in 3D e film in concorso tra cui quello tratto dal fumetto dedicato alla memoria che patologicamente se ne va, siamo letteralmente rimasti a bocca aperta e in adorazione vedendo come Diavù e Alberto Corradi  si dilettavano creativamente a personalizzare riviste di musica e arredi di cartone sparsi per Palazzo Re Enzo, non dimenticandosi di noi.

Ispirazioni

La giornata odierna non è stata particolarmente positiva sul versante tecnologico.
I nostri smartphone si sono instupiditi, la nostra wi-fi ha deciso di diventare very low profile e il lettore cd combo dvd del nostro megacomputer HAL ha cominciato a emettere sibili doloranti. Abbiamo provato a spegnere tutto ciò che era on, affidandoci alla diagnosi del nostro tecnico formatosi in quella famosa valle di silicone. E nell’attesa abbiamo acceso la radio e ci siamo presi una pausa al sole, rilassandoci con queste note e abbiamo cominciato a ragionare sul da farsi.

Al rientro nelle nostre postazioni il cellulare era ritornato intelligente e la rete andava come fosse uno snowboarder nel più ripido dei pendii. Solo il cd combo dvd si lamentava ancora, ma ci siamo accontentati. Un Pac-Man rivisitato e rinnovato è stato la nostra ispirazione per questa nuova pagina.

Un bradipo indie

Per fortuna che oggi è lunedì. Ci voleva proprio il lunedì oggi. Ne avevamo bisogno per ricominciare la settimana e riprende con mille telefonate da fare e mail da scrivere e persone da incontrare. Ma noi ce la prendiamo comoda. Perchè oggi, e solo oggi, ci è concesso. Oggi è un lunedì non rock, ma lento. Come i nostri riflessi rallentati dall’ora legale che ci ha rubato una preziosa ora di sonno. E lentamente iniziamo la settimana dopo un week end pieno di cose da vedere e da sentire.

Abbiamo infatti girato il quadriportico di vicolo Bolognetti a Bologna e Fruit Exhibition ci ha mostrato tante belle cosine: grafica, fotografia, oggettistica tutto handmade. Un mondo piccolo ma in continua espansione creativa come dimostrano le diverse realtà indi(e)pendenti con-fuse tra micro e autoproduzione editoriale.  Ovviamente, la nostra curiosità non ci ha impedito di visitare tutti gli stand, fare domande semplici e un po’ banali sulle tecniche, i tempi di realizzazione, le difficoltà incontrate durante il percorso e la decisione di riunirsi in collettivi di artisti per unire forze e creatività. Ci è piaciuta.

La posta del cuore

“La posta del cuore” non manca mai nei giornali degni di nota, o anche meno degni. Una volta che ti ci affezioni a quella rubrica lì, appena hai in mano la tua copia, sfogli sfogli fino a raggiungere la fatidica pagina e la leggi tutta d’un fiato nella speranza che la tua letterina sia stata pubblicata e qualche esperto abbia dato una risposta ineccepibilmente da esperto in materia. Magari anche senza senso. Segue poi sfoglio normale e lettura ortodossa.

Noi, che non siamo un giornale e non abbiamo una rubrica dove chiedere consigli per le vostre questioni esistenziali, abbiamo un indirizzo di posta attivo. Tra le richieste che hanno suscitato il vostro (e il nostro) interesse abbiamo selezionato queste:
– Perchè il bando “Diversi e Uguali” riporta le misure 42cm x 30cm invece del formato A3?
– Ma nel concorso è compreso anche un soggiorno a Fano (PU)?
– Quale accezione è da intendere per la parola “graffitismo” usata qui?
-E’ possibile avere il bando in inglese?

Le risposte, come in ogni rubrica del cuore che si rispetti e non, sono da leggersi nel prossimo numero. Vi segnaliamo comunque che nulla passa e nulla sfugge al nostro severissimo correttore di bozze.