Avete qualcosa da fare

Dal 30 agosto al 1 settembre, non provate a trovare scuse. Noi ce l’abbiamo messa tutta per farvi trascorrere un bel week end tra colori e disegni. Tutti a Fano (PU). Se non avete capito bene qualcosa, buttate un occhio qui www.disegnidiversi.com. E’ maGGGGGico.
p.s. per ingrandire l’immagine clickateci sopra e scoprirete appuntamenti e luoghi.

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Mettersi alla prova a Disegni Diversi

laboratori disegni diversiMancano + o – 40 giorni al secondo DDday e qui le cose da fare non mancano. Sia per noi, sia per voi:
– una campagna di crowdfunding da mandare avanti -> siete TUTTI caldamente invitati a contribuire al nostro progetto con un nichelino -> ricompensa assicurata!
– una mostra del concorso da allestire -> i SELEZIONATI sono invitati a mandarci le opere come richiesto da bando (artt. 23-26).
– un programma da chiudere -> gli AUTORI interpellati sono caldamente invitati a dare un cenno sulla loro presenza.
Su questo ultimo punto vogliamo spendere ancora due parole. Quest’anno abbiamo deciso di metterci alla prova. Vogliamo cioè che chi viene a Fano (PU) per DISEGNI DIVERSI possa dire: “io c’ero e ne ho le prove”. Allora abbiamo chiesto a qualcuno di fare delle cose. Ma queste cose in realtà sarete voi a farle, con noi. Tipo mettere le mani in pasta o sporcare le mani. Insomma chiamateli LABORATORI, chiamateli WORKSHOP se vi piace di più, ma ci saranno. E, in attesa che il nostro nuovissimo sito che stiamo rinnovando e tirando a lucido, TENETEVI AGGIORNATI con la nostra pagina Facebook o il nostro profilo Twitter. Già ci sono delle grandi cose su.

A Camilla

Quando il sole è ormai calato e l’aria è mite e invoglia a stare all’aperto a far due chiacchiere andiamo a trovare Camilla. E’ la nostra correttrice di bozze. Ex-post.
A nostra insaputa. Preparandoci il bicchiere per una bionda o una cedrata, infatti, recensisce quanto letto e quando appreso su queste pagine, chiosando ogniqualvolta con
i vostri post del blog sono ermetici anche per me che amo i testi ermetici. Insomma non si capisce niente, parafrasando le sue parole. A noi piace fare due chiacchiere in scioltezza con Camilla. Soprattutto quando spende parole costruttive-decostruttive-ecostrutive per i nostri testi. Appena abbassato lo schermo del mac andremo da lei chiedendole una review del video qui sotto. Le immagini funzionano più delle parole. Almeno delle nostre.
A volte.

Del rifarsi gli occhi

disegnidiversi_bilbolbulC’eravamo anche noi e grazie alla neve è stato bello. Anzi più bello.
Sì perché  non c’erano altre distrazioni, se non il freddo e i piedi inzuppati nel ciafciaf.
E quindi ce lo siamo goduto BilBOlbul, grazie anche al paesaggio siberiano che Bologna ha ostentato per 3/4 di festival. E’ stato un piacere vero rifugiarsi in qualche libreria e in qualche spazio espositivo, reale o riadattato con cura e perizia, e riscaldarci alla visione di opere diversissime tra loro, approfittando, del freddo, per stare più tempo possibile ad ascoltare chi, quelle opere le ha disegnate. E allestite, performate, ad hoc. L’impressione è che questa neve abbia avvicinato fatti e persone: le esposizioni più vicine le une alle altre – in termini di distanza, gli autori più vicini ai propri follower, in termini di vicinanza. Capire lo studio di personaggi e storie, l’uso dei colori e dei tratti, la forma.
Il bianco di questa neve benedetta ha avuto anche il merito di mettere in risalto la pluralità di colori, propri delle mostre. Facendoci meglio entrare nel mondo di chi è una certezza con nome stampato a caratteri cubitali, che ti calamita dentro le sue opere tanto da non riuscire a staccartene. Di chi è uno sconosciuto con nome scritto a matita, ma da una punta affilatissima che graffia il foglio e la tela lasciando il segno ai posteri. Di chi trova sempre più spazio negli scaffali delle librerie (e non solo quelle specializzate) e ha un nome colorato con photoshop, a volte mantenendo solo una bicromia per meglio evidenziare contrasti. Testuali e non.

Unicità natalizie

unicità natalizieSiamo nostalgici. Il periodo dell’anno lo permette. Neve. Luci. Mercatini. Così, per sedare un po’ di saudade, abbiamo tirato fuori, stirato, fotografato e radunato tutto in un’unica lunghissima pagina.  Abbiamo pensato che questi pezzi unici potessero essere un regalo e/o un packaging in linea con i gusti di chi ci segue e ci apprezza.
Siamo nostalgici. Il periodo dell’anno lo permette. E queste shopper d’autore che  Caterina Giuliani, Celeste Autoproduzioni, Hicaro, Ilaria Trionfetti, Laura Nomisake, Luca Caimmi, Marino Neri, MP5, Neuro Zoo, Nigraz, Pierz e Virginia Mori hanno disegnato come live painting durante la prima edizione di Disegni Diversi non vi faranno mai sfigurare. Mai. Neanche al più esclusivo TheEndOfTheWordPARTY il 21 dicembre 2012.

Se siete hipster, cool, alternativi, artistici, chic, kitsch, nerd, creativi, troppo buoni* o boh, associatevi. Se non lo siete, diventatelo. E sostenete Disegni Diversi. In secula seculorum.
Anche se finisce, il mondo avrà sempre bisogno di Disegni. Soprattutto Diversi.

*…proprio perchè siamo nostalgici

È una promessa

Votare Disegni Diversi su piucultura.org richiede pazienza, tempo ed energia. Il vostro voto però è indispensabile per far vincere il festival più fumettoso della provincia di PU, ma la procedura di voto è altresì irta di insidie e piena di ostacoli. Allora noi vi premiamo. Premiamo la vostra pazienza, la vostra perdita di tempo e di energia. Se otterremo il finanziamento da parte della Provincia di PU, voi vincerete la shopper ufficiale di Disegni Diversi. Quindi fino al 2 dicembre fate vincere Disegni Diversi seguendo questo intuitivissimo tutorial e, una volta ricevuta la mail di conferma del voto – cioè quella con il codice univoco di voto inoltratela all’indirizzo disegnidiversi[@]gmail[punto]com.
Se Disegni Diversi vincerà il bando del bilancio partecipativo, sorteggeremo 5 votantivincitori che riceveranno la shopper ufficiale.
Disegni Diversi : finanziamento Provincia PU = Voto : shopper ufficiale*

*Disegni Diversi STA A finanziamento Provincia PU COME Voto STA A shopper ufficiale
cioè: se vince Disegni Diversi, vincete anche voi!

#LaMiaLucca citando Tito Faraci

PREFAZIONE Non ci facciamo intimorire dall’orda di cosplayer mattinieri che si sono fiondati in stazione all’alba e li lasciamo accaparrarsi l’intero treno. Noi prendiamo il successivo: vuoto. Sonnecchiamo e arriviamo alla seconda stazione per una colazione dei campioni a modino. Aspettiamo, cambiamo treno, ne prendiamo un altro, scendiamo, ne riprendiamo un altro. Nonostante gli spostamenti siamo sempre ed inesorabilmente ancora a Prato. Dopo scene impagabili [una cosplayer si era portata dietro la personal hairdresser per tagliare sul posto la parrucca bionda per un effetto appena tagliato, aggiudicandosi la nomination a best cosplayer evah], saliamo in treno e ci sorbiamo la bambina intransigente con coniglietto di peluche al seguito che, come se stesse giocando a uno di quei quiz con/di Mike Bongiorno, declina magistralmente tutti i tempi ed i modi verbali che il babboscrittore tira fuori dal sussidiario e dal Kindle.
POSTFAZIONE Scopriremo poi che:
• tutti [TUTTI] i libri da noi richiesti saranno sold out [Chi dice che il fumetto non vende, non sa quello che dice. Forse. O non è mai andato a una fiera di fumetti];
• non ci verrà consegnato nessun premio, nemmeno alla prossima edizione [ARG];
• siamo talmente positivi che abbiamo letteralmente portato il sole a Lucca: il giorno della nostra permanenza al comics è stato il più bello [Meteorologicamente parlando. E non solo.];
• sarà impossibile seguire incontri/presentazioni/dibattiti se vuoi cercare di salutare, anche solo velocemente, tutte le persone che conosci e che presidiano, più o meno assiduamente, gli stand;
• sarà impossibile mettersi in contatto con qualcuno poichè i vari cosplayer di Naruto intasano la rete postando foto su foto di se stessi su qualsiasi socialnetwork [cit.];
• dovremmo conoscere ancora il gemello e poi i genitori prima di fare un brindisi e chiacchierare con un fumettista [chi ha orecchie per intendere, sa].
ORE13.30: ARRIVO A LUCCA [Orario percepito 17.30]. Un colpo d’occhio e subito vediamo Christian che ci augura buona fortuna per la nostra ricerca di un bar e un bankomat poco affollato (“A Lucca!? Durante il Comics??). L’augurio porta buoni frutti e noi, ci si rifocilla benbenino con pizzetta e birretta e via a infilarci negli stand previa esibizione del bigliettobraccialettomagggico. La prima persona che incontriamo è Tuono, indaffaratissimo a fare disegnetti, come pure Alberto che si concentra dietro i suoi occhialetti tondi e scuri. Continuiamo il tour e arriviamo da un nostro conterraneo con le orecchie di peluche rosa e il campanellino di Bianca, e vicino a lui un tizio che stavamo per conoscere quest’estate, anch’egli intento a fare fumetti [ovviamente disegnati male]. Ci spostiamo un po’ e offriamo la nostra birra all’editore che ci riconosce e ci mostra le bottiglie di vino nascoste sotto il tavolo espositivo [un veneto senza vino che veneto sarebbe]. Conversiamo un po’ chiedendo di Paolo e di come siamo diventati, a sua e nostra insaputa, amici di famiglia in quel di Milano. Continuiamo il giro, e mentre il cavaliere riporta il nome che non corrisponde al disegnatore, un altro cavaliere indica Davide che si ricorda del festival a Fano ma causa infante non è riuscito a partecipare. [Per la seconda edizione farà il possibile]. Nello stesso stand intravediamo ciuffi di capelli rossi che sbucano da una coppola e ci riconoscono e ci chiedono com’è andata e si prenotano per un week end al mare. Verso l’uscita Salvatore ci avverte che il nostro concittadino si è allontanato dalla postazione, uno sguardo incantato alla dedica nascente di Paolo e i complimenti a Flavio per la cassetta di Pulp Fiction usata come astuccio, e andiamo a recuperare Palindromi lasciati da Silvana per noi. Lì incontriamo casualmente Michele, un po’ raffreddato che si informa sullo stato dell’arte delle nostre novità [un calderone informe, con una quantità enorme di colori, sfumature e lettere. Per ora.]. Intanto la nostra birretta è finita e i nostri cervelli richiedono assolutamente un po’ di ossigeno. Usciamo e imbocchiamo la via indicata dalle frecce. L’Area Self ci accoglie subito con una tovaglia a quadretti bianchi e rossi. Dopo inseguimenti vari e virtuali ci siamo riabbracciati i carissimi katlanghi e dopo due chiacchiere con Giulia che avevamo lasciato in partenza per Lipsia [siamo o no un festival che portafortuna?!], le creativissime proposte di Maurizio, l’incontro con le autoproduzioni di Stefano, arriviamo da Lorenzo e i suoi amici attirati anche loro dalle nostre chiacchiere. Tra i nostri compiti (su commissione): tornare a casa con un bottino di libri a fumetti [o graphicnovel che dir si voglia]/albi/fumetti. Conviti che torneremo trionfanti dalla nostra missione, lungo il percorso incontriamo un pancione in procinto di dar alla luce un futuro erede, ci presentiamo con un “Ciao! Sono io!” e otteniamo come risposta “Ciao! Anch’io sono io!“, interpelliamo l’uomo della strada su nozioni altamente scientifiche e alla fine ci portiamo a casa un manuale per diventare Dio [solo la nostra, però, è la versione Professional].

p.s. Ci siamo allungati un po’. In genere siamo sintetici. Sarà per la prossima volta. Giuringirello.